Luoghi


Biblioteca Baratta
L’edificio attualmente sede della Biblioteca Gino Baratta era in origine sede dell’Ospizio di Sant’Antonio e successivamente, dal 1872, del macello comunale, ampio complesso architettonico ideato e realizzato dall’architetto bresciano Giovanni Cherubini. La Biblioteca Mediateca aperta al pubblico il 18 dicembre 1998, si è proposta alla città come sede di servizi d’informazione innovativi e come sede di collezioni documentarie sui più diversi tipi di supporto legate alle discipline contemporanee.
www.bibliotecabaratta.it
 
Ca’ degli Uberti
Palazzo storico tardogotico costruito attorno al XIII e  XIV secolo, presenta ampi saloni affrescati con motivi floreali, putti, particolari decorativi e soffitti in legno anch’essi minuziosamente dipinti. 
Le sale maggiori dell’edificio hanno vista privilegiata su Palazzo Ducale e Piazza Sordello grazie ad ampie finestre ed un terrazzo di appoggio.
Durante SEGNI New Generations Festival 2017, Cà Uberti ospiterà incontri, congressi, feste e in alcune giornate sarà punto ristoro.
www.cadegliuberti.it
 
Centro Culturale Contardo Ferrini
Il Centro “Contardo Ferrini” intende porsi sul territorio mantovano come “fermento” di proposta culturale aperta, in sinergia con ogni istituzione, pubblica o privata, interessata alla crescita dei valori educativi nella scuola e nella famiglia. Le iniziative, pensate principalmente per docenti, educatori, alunni e genitori, sono aperte a tutti coloro che possono essere interessati a partecipare. Il Centro Culturale, che riunisce gli Istituti “Redentore”, “Spagnoli” e “Manzoni” offre inoltre una proposta scolastica caratterizzata da una forte continuità didattico-educativa verticale, che va dalla scuola dell’infanzia all’esame di stato (ex “esame di maturità”) e da una forte continuità didattico-educativa orizzontale: muovendo da un solido percorso unitario comune diversifica progressivamente gli itinerari di studio. In questo modo genitori e figli sono aiutati nella scelta dell’orientamento scolastico e, quando necessario, agevolati nel cambio dell’indirizzo.
 
Ex convento benedettino – Palazzo dei bambini
La chiesa di Sant’Andrea fu disegnata da Leon Battista Alberti, il quale però non vide l’inizio dei lavori perché morì a Roma nel 1472 mentre si stava demolendo la precedente chiesa, ormai fatiscente. I lavori iniziarono nel giugno dello stesso anno sotto la direzione di Luca Fancelli, allievo dell’Alberti. La sua costruzione fu lunga e travagliata, ostacolata in un primo momento dalla mancanza di fondi e, successivamente, dalle innumerevoli guerre che si combatterono in città. Dopo la morte del Fancelli (1495) i lavori ripresero con l’arrivo del Viani nel 1598. Subirono nuovamente un arresto di quasi un secolo per esser infine ripresi dal bolognese Giuseppe Torre nel 1697 che deformò alcune parti del progetto albertiano, sognando trasformazioni barocche che, fortunatamente, non vennero eseguite. Un’altra interruzione dei lavori si ebbe tra il 1708 e il 1732, anno in cui ebbero inizio i lavori della cupola, disegnata da Filippo Juvarra, terminata nel 1782. Paolo Pozzo nel 1772, nominato maestro dell’Accademia di Mantova, fece risorgere lo stile dell’Alberti, storpiato dagli interventi degli anni precedenti, e portò a termine, dopo trecentoventotto anni, la costruzione della Chiesa.
In occasione di SEGNI New Generations Festival, gli spazi del complesso dell’ex-convento benedettino di Sant’Andrea che si affacciano su Piazza Leon Battista Alberti, diventano il Palazzo dei Bambini. Qui è possibile trovare la Chiocciolateca e la mostra dedicata al concorso “Colora l’animale”. È un luogo sempre aperto che accoglie famiglie e scuole tra uno evento e l’altro.
 
HUB socio educativo
Quello di via Volta è stato il primo Hub aperto a Mantova attraverso il progetto L’arcoelepietre (in cui il Comune di Mantova è stato partner e Arci Mantova ente capofila) creato come elemento di coesione sociale del quartiere. L’Hub per definizione è un elemento centrale aperto che mette in connessione più realtà, in questo caso la sede di via Volta è un centro polifunzionale dedicato per lo più alle famiglie dove trovano spazio servizi per bambini (ludoteca) e di welfare (assistenza sociale), spazi per le associazioni del quartiere e della città. L’Hub è tale perché non è solo un luogo fisico, ma anche uno spazio di progettazione, innovazione e sperimentazione per tutta la città sulle tematiche legate all’infanzia e all’adolescenza. Qui ha sede l’associazione Segni d’infanzia.
 
Loggia del Grano
La Loggia dei Mercanti, conosciuta dai mantovani soprattutto come Loggia del Grano, probabilmente per la funzione che rivestiva in un lontanissimo passato di magazzino del grano proveniente dalle campagne, fa parte di Palazzo Andreani, sede della Camera di Commercio di Mantova. Collocato a ridosso della centrale Piazza Erbe, il Palazzo prende il nome dall’architetto Aldo Andreani che lo progettò e realizzò tra il 1912 e il 1914 e faceva parte – a livello urbanistico – di un generale processo di rivitalizzazione economica ed edilizia che investiva la città in quell’epoca. Inaugurato il 1° ottobre 1914, Palazzo Andreani ha e dà un senso di grandiosità, presentandosi come un felice connubio tra l’antico, usato come base, e lo stile orientale, apprezzato successivamente dai posteri. Eclettica fusione di architettura e pittura nonché simbolo della spiccata individualità e della singolare autonomia creativa dell’architetto Andreani, il nuovo Palazzo della Camera di Commercio puntava a trasmettere l’idea di un mercato prestigioso e raffinato, aperto alla città e alla strada.
Durante i giorni del festival la Loggia del Grano e l’adiacente via Spagnoli accolgono appuntamenti gratuiti che prevedono laboratori, concerti, dibattiti ed esposizioni.

Palazzo Castiglioni - Punto Zero e Biglietteria SEGNI 2017
Il crocevia di pubblico, programmatori, artisti e organizzatori si colloca quest’anno nello splendido Palazzo Castiglioni in Piazza Sordello.
Interamente in cotto e sormontata da merli ghibellini la facciata di palazzo Castiglioni rappresenta,insieme a Palazzo Ducale, al Duomo e al Palazzo Vescovile una delle icone di piazza Sordello. Il Palazzo trecentesco fu all'origine dimora dei Bonacolsi, primi signori della città. La facciata sormontata da merli ghibellini fronteggia Palazzo Ducale, fulcro della vita artistica e politica di Mantova, che sotto la guida dei Gonzaga divenne una delle più importanti corti europee del Rinascimento.
Palazzo Castiglioni è ancora oggi la residenza dei discendenti di Baldassare Castiglione, letterato e diplomatico del Rinascimento italiano. Palazzo Castiglioni è sede della prestigiosa Orchestra da Camera di Mantova.
www.palazzocastiglionimantova.com
 
Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale di Mantova è uno dei più vasti e articolati complessi architettonici italiani, in cui dagli inizi del secolo scorso ha sede un museo statale. Residenza della famiglia Gonzaga, che dimora continuativamente al suo interno tra il 1328 e il 1707, il Palazzo si sviluppa, nel corso dei quattro secoli di dominio gonzaghesco su Mantova e il territorio, attraverso continue stratificazioni e aggregazioni, a partire da un primo nucleo costruito dai Bonacolsi alla fine del Duecento. La visita di Palazzo Ducale, a cui si accede dal merlato Palazzo del Capitano, ha inizio davanti alla tela che raffigura la Cacciata dei Bonacolsi e l’ascesa al potere dei Gonzaga, dipinta dal veronese Domenico Morone per il marchese Francesco II. La visita si articola in tre percorsi di diversa lunghezza: il primo, più breve, si distende attraverso le zone che compongono la Corte Vecchia, con la Sala del Pisanello; il secondo include, oltre alla Corte Vecchia, la visita del Castello di San Giorgio, con la Camera degli Sposi; il terzo, più completo, integra Corte Vecchia e castello con la Corte Nuova, dov’è l’appartamento di Troia. Nei giorni di sabato e domenica sono aperte anche altre zone del Palazzo normalmente non visitabili: si tratta di sei percorsi aggiuntivi che possono essere effettuati con accompagnamento e che includono rispettivamente l’Appartamento di Guglielmo in Corte Vecchia, il Palazzo del Capitano, l’Appartamento vedovile di Isabella, il Piano Nobile del Castello, l’Appartamento Grande di Castello, la Palazzina dell’Estivale.
SEGNI New Generations Festival 2017 utilizza gli spazi dell’Atrio degli Arcieri, le cantine di Vincenzo Gonzaga e l’aula didattica.
www.mantovaducale.beniculturali.it
 
Palazzo Te Fruttiere
Le fruttiere si trovano sul lato meridionale del giardino di Palazzo Te; a pianta rettangolare sono costituite da un unico ambiente suddiviso in tre navate. La copertura è sostenuta da dieci coppie di pilastri.
I lavori di edificazione iniziarono nel 1651 su progettazione dell'architetto Nicolò Sebregondi e nel 1655 l'edificio cominciò ad ospitare, per il ricovero invernale, piante e agrumi posti in vasi di terracotta. Ma già dal secolo successivo le fruttiere e le attigue scuderie vennero adibite a magazzino militare. Numerosi e impropri utilizzi si susseguirono fino al 1989 quando, dopo un appropriato restauro, divenne sede espositiva delle mostre realizzate dal Centro Internazionale d'Arte e Cultura di Palazzo Te.
www.palazzote.it
 
Piazza Broletto
Con l'ampliamento della città al di là del primitivo nucleo storico, verso l'anno 1190, fu creata Piazza Broletto che ancora oggi è attorniata da edifici del periodo comunale come il Palazzo del Massaro, l'Arengario e il Palazzo del Podestà, detto anche Palazzo del Broletto, con la Torre Comunale. Sulla facciata di quest'ultimo palazzo, spicca una statua duecentesca di scuola veronese raffigurante "Virgilio in cattedra", tradizionalmente chiamata nel dialetto locale "La Vecia" (la vecchia). Al centro della piazza dal 1894  è stata posta una fontana con vasca in marmo veronese e tre delfini posti verticalmente.
 
Piazza Concordia
Situata sul retro di Piazza delle Erbe, la piazza ha come suggestivo sfondo il lato corto di Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio e la Rotonda di S. Lorenzo, la più antica chiesa esistente a Mantova. La Rotonda, luminoso esempio di chiesa romanica a pianta circolare risalente probabilmente al 1082, fu edificata per volere della contessa Matilde di Canossa.

Piazza Erbe
La piazza è così chiamata perché da tempo ospita il mercato di frutta e verdura. Chiusa a nord dalla parte posteriore di Palazzo del Podestà, vi si affacciano Palazzo della Ragione e l’attigua Torre dell’orologio, nonché la Rotonda di San Lorenzo, la più antica chiesa esistente di Mantova. La piazza è chiusa a sud dalla Casa Di Boniforte (detta anche la Casa del Mercante). Fatto costruire nel 1455 da un ricco mercante brianzolo – Giovanni Boniforte da Concorezzo – l’edificio spicca con la sua preziosa facciata, che presenta una commistione di motivi ornamentali eterogenei; il portico è sorretto da robuste colonne corinzie. Attigua alla Casa del Mercante, si erge la Torre del Salaro, costruita nel secolo XIII; venne successivamente utilizzata come deposito di sale.

Piazza Mantegna
Si tratta di un piccolo spazio dominato dal profilo della Basilica di Sant’Andrea. I lati della piazza sono occupati da edifici con portici tra i quali spicca Casa Lanzini (a sinistra della basilica, verso piazza Marconi) che fu costruita nel 1460 dalla famiglia Lanzini come bottega con relativo magazzino.

Piazza Marconi
Piccola e centralissima piazza all’incrocio tra via Roma e Corso Umberto I°. Su di essa si affacciano numerosi negozi e caffè, così come alcuni edifici storici di pregio quale la Casa Picta (restaurata nel maggio 2002). Secondo il parere di chi ha lavorato ai restauri della Casa Picta, la facciata del palazzo potrebbe essere stata affrescata dal Mantegna stesso. Attualmente, questa è l’unica casa con la facciata interamente dipinta che si può ammirare in una città che nella metà del `500 era interamente affrescata.

Piazza Sordello
È l'antico fulcro della vita artistica e politica di Mantova, di dimensioni modeste (150 × 60 m) accoglie tra i principali edifici monumentali della città, come il Palazzo Ducale (Palazzo del Capitano e Domus Magna), il palazzo Acerbi sovrastato dalla Torre della Gabbia, il palazzo Bonacolsi (ora Castiglioni), la sede vescovile di palazzo Bianchi (dal nome della famiglia che lo edificò nel Settecento) e il Duomo. Una recente casuale scoperta archeologica (dicembre 2006) ha riportato alla luce i pavimenti a mosaico e i resti di una domus romana d'età imperiale.

Sala Oberdan
Lo spazio dell’ex cinema Oberdan inaugura nella sua nuova veste nel settembre 2012 grazie al progetto del cinema del carbone che vuole riportare il “cinema in città”. Favorendo il dialogo con il pubblico e con le tante associazioni si vuole andare oltre il cinema stesso, esponendosi a rischi e contaminazioni per offrire sempre più proposte. Per tenere insieme queste idee potenzialmente divergenti il cinema del carbone ha optato per delle sale mobili. Non un multisala, in cui molte sale fanno la stessa cosa.
Non una sala polivalente, in cui si fanno cose diverse in una sala tutto sommato sempre uguale. Le sale mobili che il cinema del carbone ha realizzato all’Oberdan sono sale che cambiano pelle a seconda dell’uso: una parete si sposta, alcuni elementi compaiono o si nascondono, a seconda di quello che si vuole fare. Come in un caleidoscopio, un semplice movimento basterà a cambiare colori, geometrie, dimensioni. Eppure, lo spazio resterà uno solo, pronto a catalizzare idee e attività diverse, offrendo a ciascuna la dimensione ideale.
www.ilcinemadelcarbone.it
 
Santagnese10
L’edificio faceva parte del complesso conventuale di Sant’Agnese, posto nelle immediate vicinanze della prima cinta muraria e si estendeva fino alla sponda paludosa dell’antico porto urbano. Esso ospitava l’ordine mendicante degli Eremiti agostiniani di Sant’Agnese, che diede grande impulso edilizio alle aree vicine al nucleo più antico della città e che godrà di un credito crescente, per tutto il XV e XVI secolo. Sotto il dominio austriaco subirà la stessa sorte delle tante strutture ecclesiali: la chiesa verrà soppressa e il convento verrà in parte utilizzato come caserma.
Dal 2011 il Comune di Mantova, Provincia di Mantova, Camera di Commercio Industria e artigianato e Alce Nero Cooperativa sociale Onlus (principali attori del progetto Lab.com) e Panthacon destinando questo spazio al progetto SANTAGNESE10 officina creativa ne hanno fatto un punto di riferimento per giovani, associazioni, istituzioni e tutti i soggetti che hanno voglia di contribuire allo sviluppo delle politiche del territorio.
www.santagnese10.it

Spazio Gradaro
La parrocchia del Gradaro si estende nella parte sud-est della città , nella zona detta Valletta Valsecchi, ed è di recentissima istituzione (1966). La chiesa sin dal Mille è incorporata nel convento dei monaci di Santa Maria; nel 1500 subentrano gli Olivetani e nel periodo napoleonico il convento viene soppresso. Cessata la seconda guerra mondiale, il complesso viene adibito a campo di concentramento, rifugio profughi e officina meccanica. Nel 1966, dopo un lungo periodo di restauri, il convento è rilevato dalle suore Oblate dei Poveri di Maria Immacolata e nel contempo, come detto sopra, viene istituita la parrocchia. La chiesa – del 1280 – presenta una bella facciata di stile gotico; l’interno è romanico-gotico mentre le navate laterali sono rinascimentali. La ristrutturazione è avvenuta negli anni 1962-1966. Essa è dedicata alla Annunciazione della Beata Vergine Maria.
Grazie Epicentro Culturale Valletta Valsecchi, progetto di rigenerazione urbana di Segni d’infanzia Associazione, nel 2017 lo Spazio Gradaro è stato completamente rinnovato: la sala polivalente afferente al complesso della parrocchia è stata allestita per poter ospitare al meglio incontri e spettacoli.
 
Spazio Studio Sant'Orsola
Spazio Studio S. Orsola, una struttura di 500 mq con due sale di cui una attrezzata a teatro, annesso all’omonima chiesa seicentesca, ubicato in una zona di grande transito, data la vicinanza alla Stazione Ferroviaria, nel cuore della città. La chiesa costruita nel 1608 da Antonio Maria Viviani, architetto della corte ducale dei Gonzaga a Mantova. L’edificio era incorporato nel complesso monastico omonimo demolito nel 1930.
www.arscreazione.it
 
Teatro Ariston
Costruito nel 1949, il Teatro Ariston sorge nella centrale Via Principe Amedeo. È una struttura moderna con platea e galleria. Utilizzato anche come sala cinematografica, ha una capienza di 800 posti ed è il luogo mantovano ove si organizzano le stagioni di prosa, i concerti di musica classica e contemporanea, conferenze ed incontri culturali di varie tipologie.
 
Teatro San Leonardo
Situato in Piazza San Leonardo, il teatrino è gestito dall’omonima parrocchia. La parrocchia di San Leonardo si trova nel quartiere del Corno, così denominato perché si innesta a forma di corno nel Lago di Mezzo.
La Chiesa ubicata nella piazza omonima è di antichissime origini, fu una delle prime fondate in città e fu ricostruita per ben cinque volte, l'ultima nel 1795, anno in cui fu ridotta alla forma attuale. Unici avanzi delle precedenti costruzioni sono il Campanile con la loggia finale con tre archi per faccia sorretti da esili colonne in marmo (sec.XII) e il cornicione dell'oratorio in terracotta. All'interno, nell'oratorio di San Gottardo vi è un affresco attribuito a Lorenzo Costa il Vecchio che raffigura Cristo in Croce che versa il Sangue dalle ferite con ai piedi quattro profeti.
 
Teatro Scientifico Bibiena
Costruito tra il 1767 e il 1769, il gioiello settecentesco della città fu progettato dal parmense Antonio Galli Bibiena su commissione del rettore dell’Accademia dei Timidi, conte Carlo Ottavio di Colloredo, con la finalità di ospitare principalmente adunanze scientifiche, ma aperto anche a recite e concerti. Il teatro presenta una pianta a campana ed è disposto su più ordini di palchetti lignei, secondo il genere di struttura inventato nel Seicento e che ormai imperava. Con vivacità prodigiosa pari alle risorse dell’estro, l’architetto Bibiena adempì in soli due anni all’obbligo che nel 1767 aveva contratto coi Timidi: ideò lo speciale teatro, ne diresse i lavori di fabbrica ed infine, con abilità di pittore oltre che di architetto, affrescò personalmente gli interni dei numerosi palchetti con figurazioni monocrome, anch’esse documento prezioso dell’attività artistica dell’insigne maestro. La classica facciata fu invece realizzata da Giuseppe Piermarini da cui trae il nome il salone posto al primo piano del teatro. Lo “scientifico”, finito di tutto punto, venne inaugurato ufficialmente il 3 dicembre 1769: un gioiello squisito per gli equilibri fra movimento ed eleganza e una delle formulazioni architettoniche più significative del tardo Settecento europeo. Poco più di un mese dopo l’inaugurazione, il 16 gennaio 1770 il giovinetto Wolfgang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, giunto a Mantova nel giro della sua prima tournée italiana, consacrava l’incipiente vita del leggiadro teatro “scientifico” dandovi insieme al padre Leopold un memorabile concerto. Tuttora il teatro viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni di alto livello.
www.comune.mantova.gov.it/index.php/cultura/musei-e-monumenti/teatro-scientifico-bibiena