Critica Young - Cammelli a Barbiana

Lo spettacolo Cammelli a Barbiana della Compagnia Inti è andato in scena al Teatro Bibiena con un Luigi D'Elia capace di dare vita a un intero mondo unicamente attraverso le parole (ecco qui una chiacchierata con l'attore e artista). 
Bianca Gjinaj del Liceo Classico Virgilio di Mantova ha scritto le sue impressioni sullo spettacolo, ed è stata anche pubblicata su L'Altra Mantova (qui l'articolo)! 


Questa è la storia di un rivoluzionario. 
È la storia di un ragazzo appartenente ad una nobile e ricca famiglia fiorentina che scelse di stravolgere il suo destino, è la storia di una scelta che per la famiglia di questo ragazzo fu un fulmine a ciel sereno. 

Questa è la storia di Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti, meglio conosciuto come Don Milani

La messa in scena della Compagnia Inti nella magica cornice della sala Piermarini del Teatro Bibiena - grazie anche alla performance eccelsa di Luigi D’Elia - ha lasciato il segno

Un modo profondo di recitare, uno spettacolo di parola, senza scenografia che ha fatto rivivere Don Milani sotto ogni aspetto: il pubblico ha vissuto sulla sua pelle la convinzione, la determinazione, la testardaggine, le lotte contro una Chiesa non accogliente, la voglia di cambiare un sistema ed una mentalità troppo chiusa incapace di lasciare spazio e accordare diritti ai più poveri

Scopriamo, guidati da Luigi D’Elia, la svolta nella vita del Don: il trasferimento nel remoto paesino di Barbiana, all’inizio una condanna, poi ragione di vita

Come puoi incontrare Dio? Smetti di cercarlo nei libri, fermati in un posto qualsiasi a fare scuola” ed è proprio questo che Don Milani ha fatto, scuola.
Una scuola diversa dalle altre sì, certamente, creata da un maestro con una passione tale da trasformare un paesino piccolo e sperduto come Barbiana in un luogo pieno di vita e, soprattutto, di persone capaci di leggere e scrivere. 

Don Milani ha continuato ad avere tutti contro pur essendo riuscito ad unire democristiani, comunisti, atei e cristiani insieme, attorno a uno stesso tavolo.
La sua breve vita vissuta per e con gli altri è stata guidata dal desiderio di dare una possibilità a tutti, anche a chi non se le poteva permettere.

Dopo questa rappresentazione teatrale sono rimasta senza parole, ho riflettuto molto. 

Durante gli Spunti(ni) Critici di venerdì 2 novembre, l’attore ha sottolineato come la scelta di raccontare la storia di Don Milani sia stata fortuita, quasi una casualità, ha rimarcato come non ci debba essere necessariamente un messaggio nascosto in una storia. Nonostante tutto in questa storia si possono rintracciare forti parallelismi con la nostra contemporaneità, dalla critica all’istruzione a quella nei confronti di una società che esclude gli ultimi, i più poveri, i meno fortunati. 

Nel nostro mondo servirebbero più persone come Don Milani, e come Luigi D’Elia e Francesco Niccolini che, insieme al regista Fabrizio Saccomanno, hanno deciso di raccontarne la storia. Una storia che traccia la figura di un uomo capace di dare un senso alla vita, un uomo che, con coraggio e impegno, è stato in grado di cambiare ciò che non riteneva giusto, senza fermarsi di fronte a nulla nonostante questo significhi non essere riconosciuto e andare contro.

Bianca Gjinaj