Fabrizio Montecchi - Teatro Gioco Vita

Fabrizio Montecchi, regista e scenografo di Teatro Gioco Vita e dello spettacolo Io e Niente. Dal niente si può fare tutto racconta a Segni New Generations Festival del loro spettacolo che verrà presentato a Segni 2017, di cosa significhi per la Compagnia Teatro Gioco Vita la chiocciola e dei punti di forza del Festival...

Io e Niente. Dal niente si può fare tutto verrà presentato allo Spazio Gradaro di Mantova domenica 29 ottobre alle 18:30 e andrà in scena lunedì 30 ottobre alle 10:00 e alle 17:00, martedì 31 ottobre alle ore 10:00 e 16:30 e mercoledì 1 novembre alle 11:00 e alle 15:00.



  Cosa simboleggia per voi la chiocciola?
La chiocciola ci rimanda a due significati che ci fanno riflettere sul presente riguardo al rapporto che abbiamo con lo spazio e il tempo. La chiocciola è la sintesi di stanzialità e nomadismo: è in continuo movimento, ma con la sua casa sulle spalle. Inoltre è espressione di un certo tipo di lentezza che è nettamente in contrasto con la velocità assordante di questi tempi. Da lei possiamo imparare.

Quale ritenete sia il punto di forza del Festival Segni New Generations?
È la sua coerenza che si esprime nella sua capacità di cambiare, di trasformarsi, di adattarsi al mutevole e complesso presente, sempre rimanendo però fedele a sé stesso, ai suoi valori e principi. È sempre la coerenza che lo porta a rimanere, con convinzione, un Festival profondamente “europeo”, non solo e non tanto perché attento a ciò che accade produttivamente negli altri paesi, ma perché pronto a recepirne immediatamente ciò che di meglio in Europa viene elaborato e concepito.

Cosa vorreste lasciare al vostro pubblico, in particolare a bambini e ragazzi, con lo spettacolo Io e Niente. Dal niente si può fare tutto?
Io e Niente, ci dice che anche la debolezza e la fragilità possono essere trasformate in forza. Il bizzarro amico di Lilà, Niente, è proprio la testimonianza di questo: che anche dall'assenza, dalla mancanza, qualcosa di prezioso può nascere. Anche il nostro ruolo nei confronti del pubblico è proprio quello di “amico immaginario”, anche noi aiutiamo i piccoli spettatori a compiere un percorso di conoscenza tra realtà e immaginazione. Diciamo ai nostri spettatori: c’è sempre una possibile via d’uscita, c’è sempre qualcosa che si può fare. Non bisogna negare o respingere quel senso di vuoto, di niente appunto, con cui a volte (e per diversi motivi) ci troviamo a fare i conti senza nemmeno saperne il perché. Proprio da quel niente può nascere una nuova consapevolezza di sé e del proprio essere nel mondo. Non dobbiamo e non vogliamo essere soli, ma se a volte questo accade, dobbiamo trovare i modi e le forme per rientrare in sintonia con noi stessi, con gli altri e con il mondo.

A cura di Camilla Fava

Ecco il trailer dello spettacolo: