Gli insegnanti, la scuola dei sogni e la chiocciola...

Dopo l'incontro il pomeriggio di martedì 17 ottobre nella Sala Piermarini del Teatro Bibiena di Mantova coordinato dal giornalista e maestro Alex Corlazzoli e dalla Direttrice artistica del Festival Cristina Cazzola, Segni New Generations Festival ha intervistato alcune insegnanti che vi hanno partecipato. 
Anche loro, come protagonisti di Segni 2017, ci hanno raccontato non solo dell'incontro, ma anche della scuola che sognano e di cosa significa il nostro animale simbolo, la chiocciola, nel mondo dell'insegnamento...



  Qual è l'aspetto più problematico riguardo l'inserimento di attività culturali extracurricolari che è emerso dall'incontro con Alex Corlazzoli, Cristina Cazzola e gli altri insegnanti il 17 ottobre al Teatro Bibiena?

Senz’altro quello organizzativo, oltre alla necessità di una sensibilità personale rispetto al teatro.
                                                                                                              Barbara Cassinari, insegnante scuola primaria

Uno degli aspetti più problematici dell’inserimento di attività extrascolari, come la partecipazione delle classi al festival Segni d’infanzia, è il periodo in cui avvengono gli spettacoli teatrali. Molti insegnanti infatti, presi dall’inserimento dei bambini, dagli impegni scolastici e da quelli burocratici non partecipano agli eventi. Posso assicurare che non è così difficile! Crederci è la parola chiave, ma anche mettere “in moto la macchina” prima del tempo è necessario: documentandosi, coinvolgendo i genitori con l’aiuto dei rappresentanti di classe e del dirigente scolastico, si riesce! Lo posso assicurare proprio io che da anni, con le colleghe della scuola dell’infanzia di S. Silvestro di Mantova, partecipiamo al Festival. Il nostro progetto accoglienza che coinvolge i bambini delle tre età ha come protagonista, come personaggio mediatore, l’animale simbolo di Segni New Generations Festival: la chiocciola.
Daniela Balzanelli, insegnante scuola dell’infanzia

Qual è la scuola "da sogno nel cassetto" che ti immagini?

Vorrei una scuola in cui l’arte fosse la base dell’educazione. Vorrei una scuola in cui si potesse lavorare e collaborare con gli artisti (intendendo per arte tutta l’arte: pittura, scultura, fotografia, musica e teatro). Educare alla bellezza è una scelta etica e non solo estetica, ma questo certo non significa dimenticare l’italiano o la matematica che restano materie di apprendimento fondamentali. Vorrei una scuola in cui ci fosse un “meticciamento” naturale e in cui non ci siano scuole con troppi stranieri o con troppo pochi, vorrei una scuola in cui condividere culture diverse fosse la normalità
Barbara Cassinari, insegnante scuola primaria

La scuola così diventa non più “un sogno nel cassetto”, ma una scuola divertente e creativa dove le relazioni, le emozioni e le esperienze didattiche aiutano bambini e adulti a crescere ogni giorno. Certo un sogno lo abbiamo sempre: che vita sarebbe senza sogni? Il percorso continua e proprio i nostri bambini con i loro bisogni e i loro sogni ci aiuteranno nel cammino della ricerca.
Daniela Balzanelli, insegnante scuola dell’infanzia

Cosa simboleggia per te la chiocciola, animale simbolo del Festival, in particolare in relazione con il mondo dell'educazione?

Rappresenta la possibilità di rispettare i tempi di tutti. Permettere a tutti di arrivare dove devono arrivare, comprendere che se lasciamo ogni bambino/a libero/a di seguire il proprio apprendimento avremo più risultati. Questo non significa rallentare tutto, ma accogliere le differenze e le possibilità dei percorsi di crescita. Mi fa anche pensare alla spirale e quindi all’infinito, da una goccia si arriva sempre al mare...
Barbara Cassinari, insegnante scuola primaria

Per me come maestra la chiocciola ha un significato importante. Come la chiocciolina che si sposta lentamente… l’educazione deve rispettare i tempi d’apprendimento e i ritmi di ciascun bambino/a, la scuola deve essere vissuta come la casa – che la chiocciola porta con sé – dove si apprende giocando, dove ci si ascolta, si dialoga, ci si relaziona, dove è bello stare tutti insieme imparando sempre cose nuove.
Daniela Balzanelli, insegnante scuola dell’infanzia

Cosa ti rimarrà, cosa hai 'portato a casa' dall'incontro del 17 ottobre?

La consapevolezza che altri come me credono che la bellezza salverà il mondo.
Barbara Cassinari, insegnante scuola primaria

Un ricordo di un momento felice trascorso in un “salotto culturale” insieme a insegnanti ed esperti che come me credono nell’importanza dell’educazione, non fatta a tavolino ma vissuta, rivissuta ogni giorno con i bambini e per i bambinicome in un grande teatro. Grazie a Segni d’infanzia per farci sognare!
Daniela Balzanelli, insegnante scuola dell’infanzia

A cura di Camilla Fava