Il lupo dentro: Rosso Cappuccetto

Emanuela Dall’aglio ha creato uno spettacolo-progetto dedicato a Cappuccetto Rosso: Rosso Cappuccetto del Teatro Delle Briciole, in scena dal 30 ottobre al 1 novembre per Segni New Generations Festival, affronta la più classica delle favole con un artificio scenico spettacolare. L'unica attrice in scena, Emanuela Dall'aglio in persona, si trasforma in un "libro vivente" che raccoglie su di sé azione, narrazione, paesaggio e sipario. Le abbiamo fatto qualche domanda per scoprire qualcosa in più sul lupo, non solo quello che mangia la nonna...


  - Il lupo è un animale misterioso, e spesso ai bambini fa paura… hai dei ricordi della tua infanzia che ti legano a questo animale?
Mi ricordo un giorno in cui un signore mi augurò "In bocca al lupo" e io risposi "crepi il lupo" e lui allarmato mi disse, "Non si risponde così! Si dice viva il lupo. Proprio tu che sei una cucciola dovresti saperlo, il posto più sicuro in cui possono stare i piccoli è nella bocca della mamma quando li trasporta. Pensa a quello che hai detto, poveri lupacchiotti!". Questa storia mi piacque molto e mi fece pensare che, nonostante i lupi continuassero a farmi paura, non sarei più stata dalla parte del cacciatore… L'importante sarebbe stato mantenere una certa distanza di sicurezza, tanta!

- Ti senti in qualche modo vicina ai lupi nella tua vita… adulta?
Ognuno ha dentro di sé un lupo, che ogni tanto si svela, un animale selvaggio che fa fatica a restare nelle regole del mondo e che difende il proprio il territorio. E ognuno di noi è, in qualche momento della vita, attratto da qualcosa di pericoloso che non conosce, che lo incuriosisce e che mette alla prova il suo coraggio. Il lupo delle favole è per noi la metafora di queste emozioni reali e quotidiane.

- Lo spettacolo è dedicato a una delle fiabe più famose al mondo. Ora che sei grande, cosa ti fa venire in mente Cappuccetto Rosso? 
Io ho scelto di mettermela addosso questa storia, di portarla come un abito, di essere la mamma che manda la figlia da sola nel bosco, di fare uscire da "dentro" il lupo che la inganna, e di essere il poco probabile cacciatore che uccide il lupo per caso, ma che lì si trova per amore. Ho scelto anche di dare a tutti i personaggi la mia voce, perché cappuccetto rosso è una di quelle favola archetipo che racchiude dentro di sé, come singoli personaggi, diversi aspetti di ciascun individuo…

- Cosa pensi (o speri!) colpirà di più i bambini del vostro "Rosso Cappuccetto"?
Spero che i bambini guardando gli oggetti del museo capiscano che quelli e solo quelli sono i veri oggetti della fiaba e spero che loro stessi tornando a casa ne trovino altri. Spero che i pupazzi che vivono questa fiaba siano capaci di essere magici, siano in grado, ai loro occhi, di avere una loro vita. Di fare davvero paura e di fare davvero ridere.


Camilla Fava