Il terzo degli Spunti(ni): la libertà dell'immaginazione

Al terzo degli Spunti(ni) Critici con Stratagemmi – Prospettive Teatrali – si è discusso di due spettacoli: SiSale, di ScarlattineTeatro, e Schiaccianoci Swing, di Teatro Bottega degli Apocrifi
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Il primo pensato per i piccolissimi, da uno a cinque anni, coinvolge i bambini nella scena, lasciandogli libertà di muoversi, di sperimentare una materia, il sale.

Camilla Fava, Stratagemmi – Prospettive Teatrali –, ha sottolineato l’importanza della libertà lasciata ai più piccoli all’interno dello spazio scenico portando racconti di adolescenti, bambini e genitori, raccolti dai ragazzi dell’Istituto Bonomi di Mantova. Anche se “a casa posso giocare con il sale la mamma non me lo fa mai mangiare” è stata la prima reazione di molti piccoli spettatori che non avevano nemmeno “mai visto delle biglie così grosse, pesanti e trasparenti”. Immersi nella scena si sono sentiti a casa e, tra un gioco e una scaramuccia, hanno urlato tutti “Sali Tatò” quando la tartarughina non si sbrigava a montare in carrozza.
Maddalena Giovannelli ha parlato dell’interessante gioco di scatole cinesi, o meglio “spettacolo dentro spettacolo che crea più dimensioni in SiSale. Il racconto di Tatò, il suo viaggio, la dimensione sensoriale vera e propria, la vista dei bambini che guardano lo spettacolo”, nonostante il timore in sala del pianto dei bambini, un aspetto che intimorisce tutti, non solo le mamme.
Gli stessi ragazzi dell’Istituto Bonomi che, per il progetto Alternanza Lavoro, hanno seguito alcuni spettacoli, laboratori e incontri del Festival, durante SiSale erano in apprensione per i piccoli. “Imitarsi è normale, soprattutto quando si è bambini” ha sottolineato … che non è più spaventata se li sente piangere. “È dodici anni che esiste questo spettacolo, se all’inizio poteva essere un problema, ora ho capito che è giusto lasciarli sfogare e che magari piangono solo perché hanno sonno o fame”. Giocare insieme è l’importante, in un mondo di sogni che non è però privo di scene forti: “la nascita di Tatò e i 15 chili di sale che partorisco fanno spesso piangere i bambini. Sono molto piccoli e penso abbiano una memoria ancora vivida della loro di nascita”.
Nessuna censura quindi, perché anche i lati più crudi o bui della vita sono cosa da “piccoli” spettatori. In Schiaccianoci Swing in scena non è tanto la storia dello Schiaccianoci, Hoffman o Dumas che sia, ma l’incubo di Marie (o Clara, dipende, ma qui è la lettura di Hoffaman) e, come ha segnalato Niccolò dell’Istituto Bonomi, “il rapporto tra sogno e realtà. Io credo che tutto ciò che ha vissuto Marie sia reale, infatti quando si sveglia lei sa suonare, ma anche se fosse solo immaginazione non cambierebbe nulla”. D’altra parte l’abbiamo visto in scena il Re dei Topi, insieme ai Giocattoli musicisti della bambina. Tutti in carne ed ossa tranne lo Schiaccianoci, che gli spettatori, ha fatto notare Maddalena Giovannelli “cercavano di ritrovare in uno dei personaggi in scena, invece è un giocattolo vero e proprio” che però, come ha detto il giovane pubblico, “permette alla bambina di sognare”.