In viaggio con Wu Ming

Uno degli eventi speciali di Segni New Generation Festival 2016 è stato l'incontro con Wu Ming.

Dal palco del Teatro Bibiena venerdì 28 ottobre Wu Ming 2 e Wu Ming 4 hanno allietato grandi e piccini narrando alcune storie tratte dal loro libro Cantalamappa e un racconto dell'ancora inedito Il ritorno dei Cantalamappa

Noi gli abbiamo fatto qualche domanda...



  - In passato la figura del “cantastorie” era molto importante per la trasmissione non solo delle tradizioni ma anche dei saperi. In cosa vi siete ispirati a questi individui per creare i personaggi di Guido e Adele Cantalamappa?

Guido e Adele Cantalamappa sono prima di tutto due viaggiatori. Viaggiatori, non turisti. Sono due vecchi freakettoni che non hanno mai perso la curiosità di scoprire il mondo. Ogni viaggio diventa una storia. E ogni storia vuole essere raccontata. Il momento ideale per farlo, fin da quando l'umanità viveva nelle grotte, è attorno al fuoco, cioè in un momento conviviale e di quiete. I nostri Guido e Adele fanno così, aiutandosi con mezzi analogici. Non hanno fotografie digitali sui telefonini, né video. Hanno fotografie stampate, mappe cartacee, ritagli, appunti, souvenir, che raccolgono durante i loro viaggi e che riportano dentro un librone. Il Librone dei Viaggi, appunto, che diventa il libro della loro vita, un incrocio tra il diario di Charles Darwin, Sulla strada di Jack Kerouac e i graffiti di Lascaux.


- Wu Ming sono noti al grande pubblico soprattutto per una serie di libri in cui la politica e la critica sociale occupano una parte importante. Come vi siete posti nei confronti di una scrittura esplicitamente rivolta all’infanzia?


Abbiamo deciso di raccontare storie che avessero la stessa valenza politica di quelle che raccontiamo agli adulti, senza porci il problema di abbassare il tasso di criticità. Abbiamo lavorato sulla lingua, ovviamente, per renderla accessibile ai ragazzini, e abbiamo semplificato il contesto storico delle vicende ambientate in epoche passate. Per il resto non ci siamo posti il problema di rendere le vicende meno problematiche o di esplicitarne la morale.


- Le storie e le avventure dei Cantalamappa affrontano aspetti del reale tristi o poco gradevoli, che spesso vengono considerati inadatti per i bambini. Cosa volete raccontare ai piccoli lettori/spettatori?


Ci piacerebbe suggerire l'idea che la realtà che ci circonda non è semplice e che di conseguenza è sbagliato pretendere di orientarsi nella realtà in maniera semplicistica. Vorremmo anche insinuare l'idea che il mondo contiene molti mondi, ciascuno dei quali ha una profondità nel tempo e nello spazio; che la geografia e la storia sono di fatto la stessa cosa. Una mappa è una storia. E ogni storia ha bisogno di una mappa. Guido e Adele sono gli alfieri di questo concetto, fin dal cognome che portano.


Chiara Marsilli