Serena Crocco - Laboratorio Silenzio

Non siamo abituati a camminare in gruppo in completo silenzio. 
Magari da soli, ma ascoltando musica, correndo da qualche parte, pensando al lavoro o alla scuola, guardando il cellulare.
Il laboratorio di Serena Crocco Si'LENTSJose Tracce vuole far riscoprire lo spazio quotidiano in una nuova luce. Noi l'abbiamo intervistata, dopo aver partecipato al laboratorio, per scoprire qualcosa in più sul Festival visto dagli occhi dei protagonisti e qualcosa in più sul suo laboratorio silenzioso...


  Qual è secondo te il punto di forza di Segni New Generations Festival?

Io lavoro al festival da cinque anni, quindi lo conosco molto bene e per me è un grandissimo punto di riferimento. È un Festival molto ricco, con proposte interessanti, ma composto come prima cosa dalle persone che ci lavorano: c’è un affetto molto intenso e questo crea un clima che non ho mai trovato in altri altrove. Credo quindi sia il rapporto umano ad essere il principale punto di forza di Segni New Generations Festival

Cosa simboleggia per te la chiocciola, animale simbolo della XII edizione?

La chiocciola per me che lavoro con i sordi rappresenta la lentezza e il silenzio, perché è un animale silenzioso che, piano piano, lascia le sue tracce. Quindi un animale che è simbolico anche per me in questo momento che curo il progetto Laboratorio Silenzio a Monza: pur essendo piccola e poco considerata riesce a fare il suo percorso, continuando a camminare.

Raccontaci del tuo lavoro e del laboratorio silenzioso che hai portato al Festival…

Il laboratorio che abbiamo presentato quest’anno a Segni New Generations Festival è un progetto più ampio, che si chiama Laboratorio Silenzio, un laboratorio nato l’anno scorso che gestisco a Monza e che si occupa di teatro integrato tra sordi e udenti.
Quello che volevamo fare era creare un gruppo teatrale misto, in cui l’unica modalità comune di comunicazione fosse quella silenziosa, proprio perché essendoci udenti, sordi oralisti, sordi segnanti e sordi stranieri non c’era possibilità altra di comunicazione se non tramite il linguaggio non verbale.
Quello è un laboratorio permanente, ma organizziamo anche questi eventi collaterali come SI'LENTSJose – Tracce aperti a tutti per permettere ad altre persone di partecipare e di sperimentare questa modalità comunicativa che è molto particolare.
Tutti i laboratori come SI'LENTSJose – Tracce sono in esterna, itineranti e in cui si comunica solo senza parole. È utile per i sordi per trovare una modalità di comunicazione che sia integrativa anche con gli altri, mentre per gli udenti per mettersi in una condizione minimamente simile alla sordità.
L’udito è ovattato dalle cuffie antirumore e si iniziano a percepire una serie di suoni, come i rumori interni al nostro corpo, o il suono dei passi, che normalmente non si percepiscono e allo stesso tempo gli altri sensi si acuiscono nel corso del laboratorio.
È un riuscire a far sperimentare anche agli udenti il mondo della sordità.
È un laboratorio in cui si è al contempo partecipanti, ma anche performer in un certo senso.
Mi è capitato che durante il percorso altre persone si unissero o seguendoci a piedi o, in alcuni casi, entrando nel laboratorio con noi perché, vedendoli molto incuriositi, lasciavo le consegne anche a loro.
Un’altra cosa molto bella che mi è capitata riguardo a Laboratorio Silenzio, che quest’anno ha come tema la luce, è stata una camminata in notturna, al buio, al parco di Monza. Eravamo solo noi del laboratorio all’interno del parco, con torce e candele: è stata un’esperienza di forte impatto per me e per tutti e venti i partecipanti. 

a cura di Camilla Fava