Tonio De Nitto - Factory Compagnia Transadriatica

Da un libro, anzi una favola, quella conosciutissima di Andersen Tonio De Nitto ha tratto un diario, quel Diario di un brutto anatroccolo che vedremo in scena a Segni New Generations.

Ne ha curato anche la regia e noi di Segni 2017 volevamo scoprire cosa aveva da dirci sul Festival, sulla chiocciola... e sullo spettacolo di Factory Compagnia Transadriatica e TIR danza.


  Cosa simboleggia per voi la chiocciola?
La chiocciola è una casa viaggiante, un simbolo d’indipendenza ed allo stesso tempo un inno alla lentezza, a scoprire pian piano il mondo che ci è attorno, a non bruciare le tappe del nostro cammino ma a consumarle passo dopo passo, conquista dopo conquista, in netta opposizione ad un mondo dettato da ritmi isterici e dall’usa e getta.

Quale ritenete sia il punto di forza del Festival Segni New Generations?
Senza dubbio il fatto che Segni sia una festa per la città, visibilmente radicato nella città, nei suoi luoghi - contenitori che ogni anno aggiunge e valorizza riempiendoli di contenuti, nell’incontro tra generazioni diverse, tra provenienze diverse, in un clima gioviale e mai teso, dove gli spettacoli possono essere visti dagli operatori accanto ad un pubblico reale, dove la macchina organizzativa è al servizio degli utenti, siano essi operatori, compagnie o spettattori, senza schiacciarli.

Cosa vorreste lasciare al vostro pubblico, in particolare a bambini e ragazzi, con lo spettacolo "Diario di un brutto anatroccolo"?
Ci piacerebbe consegnarvi la magia dell’incontro speciale che abbiamo fatto con Francesca e con il nostro personale anatroccolo, quello che molto spesso abbiamo tenuto nascosto in noi stessi, ingoiato come un rospo, un’iniezione di fiducia a ritrovare se stessi e la propria forza per affrontare la vita/il mondo che non sempre ci sono amici.

A cura di Camilla Fava