Trasformare le passioni in futuro: Erasmus +, una strada per l'Europa

A Mantova presso il Teatro Bibiena il 30 ottobre alle ore 10.30 si è tenuto l'incontro ErasmusPlus: la strada per l'Europa. Storie d'Europa organizzato dall'Associazione Culturale Segni d'infanzia e dal Comune di Mantova in collaborazione con l'Agenzia Nazionale Giovani e l'Ufficio di Informazione a Milano del Parlamento europeo
L'evento è una delle iniziative che si inseriscono nell'ambito del Regional Discussion Forum "L'Europa per i giovani": un momento di confronto per stimolare le relazioni tra ragazzi e per informare ed ispirare i giovani in tema di mobilità europea. 



  L’idea di un’Europa fatta di opportunità, di condivisione di esperienze, di interscambio tra culture per i giovani che hanno riempito la sala al Teatro Bibiena lunedì 30 ottobre per Erasmus +, la strada per l’Europa sembra essere lontana.
Si respirava scetticismo tra i ragazzi dell’Istituto Mantegna presenti all’incontro. Il problema sembra la mancanza di comunicazione: pochi sono informati sulle possibilità che dà un Erasmus, oggi Erasmus +; pochi si emozionano sentendo parlare di mobilità europea; pochi pensano di poter dare concretezza lavorativa alle loro passioni attraverso il programma di interscambio tra i Paesi dell’Unione Europea.
Brando Benifei, tra gli europarlamentari più giovani, ha aperto l’incontro al Teatro Bibiena con un videomessaggio: “Erasmus + non è più solo per studenti, ma anche per giovani lavoratori […]. Sono esperienze fondamentali per acquisire competenze necessarie alla gestione di una piccola impresa, per questo […] vogliamo che almeno il 20% dei giovani sia coinvolto in Europa, sempre più indispensabile per costruire davvero una nuova cittadinanza europea”. Nel 30° compleanno del progetto Erasmus quello che emerge è la necessità di unire le idee alla loro messa in pratica e la formazione dei giovani alle possibilità di occupazione future.
Sempre guardare oltre quindi, questo è il punto di partenza fondamentale per dare possibilità ai ragazzi in un’Europa in continuo divenire.
Bruno Marasà, dell’Ufficio d’Informazione a Milano del Parlamento Europeo, ha parlato della necessità di realizzare un percorso di formazione e studio che non dimentichi di veicolare l’idea di un’Europa unita, perché in questo tipo di Europa noi stiamo vivendo ora, nel presente del 2017, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. I problemi con cui ci stiamo confrontando oggi, seppur numerosi, devono essere visti anche come una possibilità di sviluppo di nuove professioni, come ha sottolineato Luigi Morgano della Commissione Cultura del Parlamento Europeo. È necessario orientare le competenze dei ragazzi in un panorama in cui molti lavori scompaiono e molti altri stanno nascendo: “ci vuole una connessione stretta, ed è necessario partire già dalla scuola secondaria superiore, non solo dall’Università”.
Attraverso le esperienze dirette, le storie, le testimonianze e i consigli dei partecipanti all’incontro, i giovani in platea sono intervenuti, non solo parlando di scetticismo, ma anche facendo domande, desiderosi di capire meglio il progetto. Un incontro come Erasmus +, la strada per l’Europa è stato per loro utile per conoscere direttamente il programma, ma anche chi, in prima persona, ha realizzato i suoi sogni proprio in Europa, come Matteo Terzi, in arte Soltanto, che si è costruito una propria strada grazie alla passione per la musica. Rendere realtà una passione non è semplice, ma Matteo Terzi ha spinto i ragazzi a immaginare il modo di trasformare ciò che desiderano in un futuro concreto: attraverso un programma come Erasmus +, che ha servito 19 milioni di ragazzi in 30 anni, di certo le cose risultano più semplici che da autodidatti.
Oltre ai sogni però ci sono anche le competenze e nell’Europa del futuro sarà sempre più necessario acquisire la conoscenza delle nuove tecnologie, spesso sperimentate dai giovani solo come svago e non come opportunità lavorativa. L’industria 4.0 si sta sviluppando sempre più, i robot stanno per acquisire responsabilità giuridica, il cambiamento tecnologico è sotto gli occhi di tutti. Questo dà un valore aggiunto a un’esperienza come quella di Erasmus + che parla ancora di fisicità, di incontro concreto: una possibilità unica di conoscenza.
Un’esperienza per tutta la vita che, nonostante possa sembrare complessa, come ha sottolineato Luigi Morgano, non può giustificare la mancanza di impegno o di desiderio di conoscerla più a fondo. Viverla è una vera e propria opportunità per il futuro.

Camilla Fava